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Scivolo in un deserto al neon...continuamente.

mercoledì 20 maggio 2009

...uOmO??? = scimmia.


“L’evoluzione è la trasformazione degli organismi viventi nel corso del tempo,che porta all’affermazione di nuovi caratteri trasmessi dall’eredità”.
Charles Darwin afferma che è l’AMBIENTE ad operare una SELEZIONE NATURALE scegliendo,di volta in volta,le forme più adatte ad assicurare la continuità della specie.
In conformità a ciò si dovrebbe presupporre che,nel corso dei millenni,in confronto al modello primordiale, l’INDIVIDUO moderno possieda maggiori,ma soprattutto migliori,caratteristiche psico-fisiche.
Se si considerano lo sviluppo tecnologico, i mutamenti climatici e lo stato di benessere in cui dovremmo trovarci,ma di cui ancora non stiamo godendo,si potrebbe con facilità delineare i contorni di un nuovo “ANIMALE”che non presenta analogie con quello precedente ma che può essere CATALOGATO comunque come tale.
Ora, analizzando minuziosamente un dato animale “x”di questo genere, mi accorgo di alcuni elementi che,nonostante il trascorrere del tempo e il sedicente PROGRESSO, non si sono modificati.
Ad esempio,la dentatura dell’uomo attuale,che differisce da quella del suo antenato per forma e dimensioni,continua a svolgere però la medesima funzione: la grottesca attività animale di “azzannare” carne e in seguito masticarla,non è paragonabile al ruminare gomma così apertamente da permettere di esaminare la cavità orale?
E quegli artigli,arcaico meccanismo di difesa,non somigliano così tanto a quelle unghie tanto adorate dalle donne e di cui una persona,attenta alla propria immagine ma non all’incolumità altrui,non riuscirebbe a fare a meno?
Camminare con la schiena curva,chiaro segno di incipiente scoliosi dovuta al cosiddetto “peso del sapere”, non è un’evidente richiamo al modo di muoversi del quadrupede primate?
E’ evidente che io non possa negare che alcune TRASFORMAZIONE siano avvenute:
Adesso non siamo mossi solo dall’istinto, ma fortunatamente è presente nel nostro corpo,in FORME e dimensioni differenti,un organo sconosciuto a molti e utilizzato da pochi,denominato cervello.
Proprio grazie a quest’ultimo dovremmo riuscire ad acquisire piena coscienza di noi stessi e a ragionare in corrispondenza d’eventuali problemi.
Ma è sfruttato? Intendo dire che comportamenti di alcuni individui,non sporadici ma di una frequenza quasi impressionante, lasciano pensare che s’ignori l’esistenza del suddetto organo e non è dunque riscontrabile in loro nessuna traccia,neppure minima,di una qualunque,non ottima ma almeno basilare,facoltà di intelletto.
Dunque la differenza fra l’uomo e il suo antenato primate dovrebbe consistere essenzialmente nello sviluppo, in quanto a dimensioni,della scatola cranica e il passaggio, per CAUSE a me sconosciute,se tralascio le necessarie,da quadrupede a bipede.
Se l’intelletto è la “cifra” che ci caratterizza,se è ciò che ci distingue dalle bestie e che ha permesso,diciamo così, un’EVOLUZIONE… perché molte persone ne ignorano l’esistenza?
E’ per questo motivo che, per mia incredibile sfortuna,non riesco a cogliere la sottile differenza tra la scimmia,nostra presunta forma d’origine,e un individuo,umano,che,in balia degli istinti e ignaro di possedere alcuna qualità se non si considera la straordinaria abilità nel maneggiare un joystick,dovuta per di più a quel pollice opponibile così caro alle scimmie,si trascina gobbo e ciondolante stimolato solo da un’ eventuale possibilità di riproduzione.
William James diceva: “La più grande scoperta di ogni generazione è che l’essere umano può cambiare radicalmente la sua vita, mutando l’atteggiamento”
Perchè allora non si tenta di cambiarlo realmente conferendo così veridicità alla tesi evoluzionistica?

...dalla gialappa's...

Gialappa's... assolutamente favolosi....girovago e trovo la puntata che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi...sono qualcosa di allucinante...

...cOnsideraziOni diversamente irOniche.


Aria di bufera all' interno del 18c... quale occasione migliore per non sfoderare un pò di ironia?

E' il mio tema, perchè è la mia vita.

Se non esistesse questo modo di prendersi in giro e rendersi la vita leggera chissà adesso quanti sopravvissuti ci sarebbero.
Credo nessuno, perchè a nessuno piace sentirsi dire le cose come stanno.

E' un percorso, che indistintamente facciamo tutti.

E se tutto serve a migliorare, che ben venga.

Anche le critiche servono a crescere, se fatte alla mia maniera.

Senza maschere.

sabato 16 maggio 2009

...da chi siamO gOvernati???...la scelta è davverO scarsa cOme qualità...

Chi dovrebbe essere al potere....che divrebbe essere d'insegnamento...

qui nella sua beata ignoranza.

E ironicamente presi in giro dalle iene.

Ma sinceramente c'è da piangere... certo, una cosa se non m'interessa non amo approfondirla.

Ma... seriamente.... un pò di cultura non fa mai male....!!!

mercoledì 13 maggio 2009

cOntinuandO ad amare la satira...le Origini e i perchè...

Da wikipedia:
"La satira, storicamente e culturalmente, risponde ad un'esigenza dello spirito umano: l'oscillazione fra sacro e profano.
La satira si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni."
Questa si che è una domanda da un milione di dollari: come abbattere schemi preimposti???
Spiriti leggeri, li definisco io.
In particolare ce n'è una che ha sempre catturato la mia attenzione.
Fantastica, pungente.
Com'è giusto che sia.
Luciana Littizzetto.
Che parte dal nulla e fa scalpore.
Che con il suo modo di fare riesce a dirti le peggiori bastardate e verità strappandoti il sorriso.
Mi piace chi dice la verità.
E curiosando nel web ho trovato una lettera che ha scritto per la Stampa davvero fantastica, giusta da riportare per difforndere quella che io definisco "conoscenza nascosta":


Il pensiero debole
di Luciana Littizzetto 29 settembre 2006

Settembre.
Andiamo.
E' tempo di migrare.
Lasciare la casa natia e convolare a giuste nozze.
Questo è il mese perfetto per i matrimoni.
Né caldo né freddo.
Né bello né brutto.
Come il matrimonio appunto.
Di questi tempi ovunque ti giri trovi una sposa in posa che si fa fotografare.
Perché da un po' di anni a questa parte è partito sto delirio delle foto.
Una volta il fotografo faceva un tot di foto sempre uguali.
L'uscita dall'Alfetta, l'entrata in chiesa conl o strascico a braccetto del padre pettinato come Mal, lo scambio tremolante delle fedi, gli sposi con la lingua di fuori a prendere l'ostia e poi l'uscita con il lancio del riso pacchetto compreso.
E poi gli scatti sul sagrato.
I parenti di lui.
Quelli di lei.
I testimoni.
Gli sfigati che non rientrano in nessuna categoria e alla fine il taglio della torta e il brindisi con i gomiti incrociati.
Fine.
Una presenza discreta quella del fotografo, che ogni tanto sbucava per poi ritornare nell'ombra.
Adesso il fotografo è una rottura di palle infinita.

Uno spaccamaroni micidiale.
Un flagello continuo.
Come avere un ratto nelle mutande.
Fosse per lui comincerebbe a fotografarti un anno prima.
Sadico.
Rapisce gli sposi appena dopo l'uscita dalla chiesa e li tiene in ostaggio per minimo due ore.
Li schiaffa nei parchi pubblici tra le cacche dei doberman a far finta di guardarsi con l'occhio languido mentre loro lottano disperati contro la cecagna e il calo di adrenalina.
Gli invitati nel frattempo, al ristorante, imprecano come angeli dannati gonfiandosi di grissini per placare i morsi della fame, i bambini danno i numeri e vengono battuti come tappeti persiani mentre le fighette lottano con le acconciature che lentamente ma inesorabilmente cominciano a sderenarsi.
Alla fine gli sposi arrivano alle tre del pomeriggio e tutti, indistintamente, li odiano. Ma c'è di peggio.

Il video.
Ci sono quelli che fanno il video.
Ormai se non fai il video non vale neanche più la pena di sposarti, di fare figli, o di far fare la comunione ai figli.
Ma il bello è che non si fanno più i video normali, un po' sbirgoli e stortignaccoli, come li facevano i nostri papà negli anni 70.
Quelli che ancora adesso ti fanno venire una tenerezza da lacrime agli occhi.
Si girano colossal.
A Napoli il must è noleggiare addirittura un camion regia e uno spazio col satellite.

Ci sono quelli che lo fanno in stile Padrino, con tutta la famiglia in gessato schierata sul sagrato con lo stecchino in bocca, oppure sul genere Via col vento con la sposa che svolazza qua e là impacchettata nel tulle mentre i ceri bruciano voluttuosamente.
Negli ultimi tempi in più è scattata anche la perversione del back stage.
Il dietro le quinte.
I rumori fuori scena.
E lì l'occhio indiscreto del grande fratello non si risparmia per nulla e riprende di tutto.
La sposa che fa 500 pipì prima di vestirsi, lo sposo che per ingannare l'attesa si taglia le unghie dei piedi, la sorella di lei ingrassata di 20 chili che spacca la cerniera del tailleur, il padre di lui che beve il bicarbonato perché non ha digerito la trippa della sera prima, la madre di lei in tipica isteria post mestruale e la testimone di lui vestita da trans e pettinata come Caparezza.

Ma io mi chiedo: Perché?

mercoledì 6 maggio 2009

...yOu...

Amy Lee... una delle mie più grandi passioni dopo tutto ciò che è arte: la musica.

E questa è una delle sue canzoni d'amore a cui sono più legata, ovviamente parlerò di lei con calma.

Parlando di quel confine sottile che lega realtà e fantasia, lei è il ponte che collega questi due mondi.

Testi che sono poesia, utopia mescolata alla malinconia... chi non lo è mai stato?

In balìa dei sogni inespressi... e poi si ritrova lì, con davanti quella che è una realtà distorta a ciò che sono i suoi desisderi.

Ma non c'è niente di male a sognare... sopratutto quando si tratta d'amore.

Se è vero.

Sofferto.

Voluto.

Quando è lì... e tu sei a un passo dal deriderlo... e vedere la realtà com'è... oppure rimanere lì...

a un passo dai propri sogni.

...QueLLi tRa PaLcO e realtà...

Satira... un modo diversamente ironico di prendere in giro quella che è la realtà...

più che altro un modo disincantanto di spiegare di cosa siamo diventanti.

Scivolando in questo deserto al neon guardo... e sorrido pensando a chi, in modo così folle, riesce a cogliere quella che noi definiamo "normalità".

Mi presento... con tutto quello che ho di marcio e con tutto quello che ho di buono.

Forse non ci saranno fili logici e nè spiegazioni a questo strano percorso...

Ma tutti abbiamo quel filo sottile che ci separa tra palco e realtà.

Riusciremo a spiegarlo???? chissà.

........a voi l'ardua sentenza....